In questo articolo
- Cosa ha annunciato davvero il ministero
- Quando la festività si sovrappone ad altri congedi
- Chi lavora quel giorno: la regola è scritta nell'Articolo 107
- Cinque punti che la festività raggiunge prima di raggiungere il vostro personale
- Cosa fare questa settimana
- Il punto di vista di Origami
- Conclusione
- Fonti
Il Ministero delle Risorse Umane e dello Sviluppo Sociale ha designato mercoledì 23 settembre 2026, corrispondente al 12 Rabi al-Thani 1448, come festività ufficiale per il settore privato e il settore non profit, in occasione della 96ª Giornata Nazionale. Mancano quattordici giorni da oggi.
In apparenza è semplice: un giorno libero. Ma il giorno si trova a metà settimana, non alla sua estremità. Invece di una pausa prolungata in cui si chiude e da cui si riapre, si hanno mezza settimana, un giorno di chiusura e poi un'altra mezza settimana. Questa differenza non compare mai su un calendario. Compare nella pianificazione dei turni e nell'elaborazione delle buste paga.
Cosa ha annunciato davvero il ministero
Vale la pena separare la comunicazione ufficiale dal chiacchiericcio che la circonda:
- Data: mercoledì 23 settembre 2026, corrispondente al 12 Rabi al-Thani 1448.
- Ambito: il settore privato e il settore non profit.
- Base giuridica: l'Articolo 24 del Regolamento esecutivo della Legge sul lavoro.
- Su cosa ha insistito il ministero: che i datori di lavoro rispettino il meccanismo previsto dal secondo comma dello stesso articolo.
Il riferimento al secondo comma non è una formalità. È il comma che disciplina cosa succede quando questa festività si sovrappone a un altro congedo, ed è proprio il caso che i sistemi sbagliano in silenzio.
Quando la festività si sovrappone ad altri congedi
Il regolamento prevede tre situazioni:
- Se la Giornata Nazionale cade nel giorno di riposo settimanale, il dipendente viene compensato con il giorno precedente o successivo.
- Se cade durante le ferie annuali, le ferie vengono prolungate del numero di giorni festivi che vi ricadono.
- Non è prevista alcuna compensazione per la Giornata Nazionale se coincide con i giorni di Eid al-Fitr o Eid al-Adha.
Nel 2026 il primo caso non si applicherà nella maggior parte delle aziende, poiché il giorno è un mercoledì e non un venerdì o un sabato. Il secondo caso, invece, riguarda ogni dipendente le cui ferie annuali comprendono il 23 settembre, e queste persone non ve lo ricorderanno. Il sistema dovrebbe prolungare le loro ferie automaticamente, e se non sa che quel giorno è una festività ufficiale scalerà silenziosamente quel giorno dal loro saldo.
Chi lavora quel giorno: la regola è scritta nell'Articolo 107
Molte attività non chiudono: ristoranti, commercio al dettaglio, ospedali, vigilanza, manutenzione, assistenza tecnica, consegne. La Legge sul lavoro non lascia la questione alla discrezione di nessuno. L'Articolo 107 obbliga il datore di lavoro a pagare lo straordinario pari alla paga oraria più il 50% della retribuzione base, e stabilisce che tutte le ore che un dipendente lavora nei giorni di Eid e nelle festività contano come ore di straordinario.
L'articolo offre anche un'alternativa pratica: il datore di lavoro può, con l'accordo del dipendente, concedere giorni di riposo compensativo retribuito invece del compenso per straordinario dovuto. Leggete con attenzione questa condizione. Richiede l'accordo del dipendente, non una decisione unilaterale.
L'errore comune che vediamo non è interpretare male l'articolo. È il luogo in cui la decisione viene registrata. Il 22 settembre un responsabile stabilisce a voce chi lavora, e quella decisione non entra mai in un sistema. La rilevazione presenze registra ore ordinarie, la busta paga calcola una retribuzione ordinaria e il problema emerge a fine mese come un reclamo anziché come un calcolo già sistemato.
Cinque punti che la festività raggiunge prima di raggiungere il vostro personale
- Il calendario delle presenze. Il vostro dispositivo biometrico o la vostra app di rilevazione presenze tratta il 23 settembre come un normale giorno lavorativo, a meno che non sia definito come festività ufficiale. Se non lo è, chi è rimasto a casa risulta assente e chi è venuto risulta con ore ordinarie. Correggere tutto questo retroattivamente a fine mese è lavoro manuale, e il sistema non sarà l'unico a sbagliare.
- Le buste paga. La regola sullo straordinario deve risiedere nel sistema paghe, non nella memoria del contabile. E se intendete usare l'opzione del riposo compensativo invece del pagamento, ciò significa un saldo aggiuntivo registrato per ogni dipendente che ha accettato, oltre a una traccia conservata di quell'accordo.
- Turni e copertura. Una settimana divisa in due metà brevi non distribuisce la domanda in modo uniforme tra le due. Chi pianifica con la logica della settimana intera scoprirà il buco giovedì 24, che è il momento peggiore per scoprirlo.
- Tutto ciò che dipende da una data. Fatture, abbonamenti, report programmati, appuntamenti prenotati e promemoria automatici funzionano con regole di calendario che non sanno nulla di una festività ufficiale. Verificate cosa è programmato specificamente per il 23 e il 24 settembre e decidete cosa spostare e cosa mantenere.
- I canali verso i clienti. Se chiudete, i clienti meritano di saperlo prima e non dopo. Un avviso chiaro su WhatsApp, una riga nella vostra pagina contatti e una risposta automatica che indichi la data di rientro costano molto meno di una coda di richieste il 24.
Cosa fare questa settimana
- Inserite il 23 settembre come festività ufficiale nei calendari delle presenze e delle buste paga, e verificate che prolunghi le ferie annuali che vi si sovrappongono.
- Stabilite chi lavora e registrate quella decisione in un sistema, non in un gruppo WhatsApp.
- Scegliete in anticipo tra il pagamento dello straordinario e il riposo compensativo, e raccogliete un accordo scritto se optate per il secondo.
- Verificate tutto ciò che è programmato per essere eseguito automaticamente il 23 e il 24 settembre.
- Preparate subito l'avviso ai clienti, indicando esplicitamente quando riprende l'attività.
Il punto di vista di Origami
Consideriamo le festività ufficiali un piccolo test, poco costoso, di qualcosa di più grande: le vostre regole sono scritte nei vostri sistemi o nella memoria delle persone? La data viene annunciata con due settimane di anticipo, le regole sono pubblicate nella Legge sul lavoro e nel suo regolamento, e nulla di tutto questo è una sorpresa. Quindi, se il 24 settembre arriva con correzioni manuali, reclami e trattenute sbagliate, il problema non era la festività.
Con i nostri clienti affrontiamo la questione con un unico principio: ogni decisione che comporta una conseguenza economica o normativa ha bisogno di un luogo in cui essere registrata, e i sistemi devono farla rispettare invece di ricordarla. Un calendario delle festività definito una sola volta, una regola sullo straordinario applicata automaticamente e una traccia conservata degli accordi vi risparmiano questa conversazione ogni anno, non solo quest'anno. Se volete farlo verificare nei vostri sistemi, la nostra pagina contatti è il punto da cui partire.
Conclusione
Mercoledì 23 settembre è festività ufficiale per il settore privato e il settore non profit. L'Articolo 24 disciplina come interagisce con gli altri congedi, e l'Articolo 107 disciplina la retribuzione di chi lavora quel giorno. Tutto questo è noto già oggi. La differenza tra un'azienda attraverso cui la festività passa senza intoppi e una che passa una settimana a correggere registrazioni non sta nel conoscere le regole. Sta nel portarle nei sistemi prima del 23 settembre e non dopo.
Fonti
- L'annuncio del Ministero delle Risorse Umane e dello Sviluppo Sociale che designa mercoledì 23 settembre 2026, corrispondente al 12 Rabi al-Thani 1448, come festività della Giornata Nazionale per il settore privato e il settore non profit, sulla base dell'Articolo 24 del Regolamento esecutivo della Legge sul lavoro, con l'invito a rispettare il meccanismo del secondo comma di tale articolo.
- Articolo 24 del Regolamento esecutivo della Legge sul lavoro: disposizioni sulla festività della Giornata Nazionale e sulla sua sovrapposizione con il giorno di riposo settimanale, le ferie annuali e i giorni dei due Eid.
- Articolo 107 della Legge sul lavoro saudita: straordinario calcolato come paga oraria più il 50% della retribuzione base, tutte le ore lavorate durante gli Eid e le festività conteggiate come ore di straordinario, e l'opzione del riposo compensativo retribuito con l'accordo del dipendente.
Domande frequenti
La festività della Giornata Nazionale è obbligatoria per il settore privato?
Sì. Il Ministero delle Risorse Umane e dello Sviluppo Sociale ha designato mercoledì 23 settembre 2026 come festività ufficiale per il settore privato e il settore non profit, sulla base dell'Articolo 24 del Regolamento esecutivo della Legge sul lavoro.
Un dipendente è in ferie annuali a cavallo del 23 settembre. Quel giorno viene scalato dal suo saldo?
No. Il regolamento prolunga le ferie annuali del numero di giorni festivi che vi ricadono. L'errore comune è che il sistema di rilevazione presenze non sa che quel giorno è una festività ufficiale e lo scala comunque, quindi il giorno va definito nel calendario del sistema invece di essere corretto a mano caso per caso.
Come si calcola la retribuzione di chi lavora nel giorno festivo?
Secondo l'Articolo 107 della Legge sul lavoro, tutte le ore che un dipendente lavora nei giorni di Eid e nelle festività contano come ore di straordinario, retribuite con la paga oraria più il 50% della retribuzione base.
Posso concedere riposo compensativo invece di pagare lo straordinario?
Sì, a una condizione. L'Articolo 107 consente di computare giorni di riposo compensativo retribuito al posto del compenso per straordinario dovuto, previo accordo del dipendente. Quell'accordo è essenziale, ed è meglio documentarlo che lasciarlo come un'intesa verbale.
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